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Sapone
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top
Il mwdqsapone è generalmente un mwdgsale di mwdwsodio o di mweapotassio di un mweqacido carbossilico mwegalifatico a lunga catena. Viene prodotto e usato per sciogliere le sostanze grasse nei processi di pulizia.
Si prepara per mezzo di un processo denominato mwfasaponificazione, ovvero per mwfqidrolisi alcalina, di mwfggrassi di origine animale o vegetale. Il processo porta alla formazione del sale carbossilico (il sapone) e un mwfwalcol (generalmente mwgaglicerina).
Per sua natura chimica possiede pH alcalino.
Contents
• Storia
• Egitto
• Bibbia
• Arabi
• Note
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Azione detergente
Utilizzato come detergente, il sapone ha funzione di mwjgtensioattivo. La molecola del sapone ha una testa idrofila mwjwionizzata negativamente e una coda idrofobica.
Il potere pulente della miscela acqua e sapone è attribuito all'azione delle micelle, piccole sferette rivestite all'esterno di gruppi polari idrofili (la testa della molecola) e contenenti all'interno una tasca idrofobica costituita dalle code idrofobiche che disciolgono le sostanze grasse. Dato che tutte le teste delle molecole di sapone recano una carica negativa, la repulsione mwkqelettrostatica impedisce alle micelle di ri-aggregarsi e le mantiene in mwkgsospensione nell'acqua. In altre parole siccome acqua e grasso normalmente non si miscelano, l'aggiunta di sapone consente al grasso di disperdersi nell'acqua ed essere risciacquato. I mwkwdetergenti sintetici funzionano con meccanismo simile.
Il mwlqpH fisiologico della pelle sana oscilla mediamente fra 5,4 e 5,9; in corrispondenza delle ascelle, della regione perianale e dei genitali è approssimativamente 6,5, mentre i saponi contenenti carbonato di sodio arrivano a un pH di 11.
La pelle possiede un mantello acido protettivo lipidico che ha la capacità di sintetizzare delle sostanze in grado di neutralizzare le componenti alcaline e ripristinare l'ambiente acido riportandolo in equilibrio. Tuttavia l'aumento del pH per lunghi periodi di tempo può compromettere questa funzione di difesa batteriologica della pelle, favorendo l'insorgere di infezioni.
Perché avvengano le reazioni chimiche per la sintesi di un sapone è necessario un pH superiore a 7. Alcuni produttori successivamente abbassano il pH dei loro prodotti ai livelli di acidità della pelle (5 - 5,5).
Effetto del metallo alcalino
Il tipo di mwmgalcale utilizzato determina la qualità del sapone prodotto. I saponi di sodio preparati a partire da mwmwidrossido di sodio generalmente sono solidi, mentre i saponi di potassio, preparati a partire da mwnaidrossido di potassio, sono più morbidi e spesso liquidi. Storicamente l'idrossido di potassio veniva estratto a partire dalle ceneri di mwnqfelce. I saponi di litio sono molto duri e sono usati esclusivamente per trattare gli mwngoli lubrificanti.
Effetto dei grassi
I saponi sono derivati degli mwoqacidi grassi. Tradizionalmente sono stati prodotti a partire da mwogtrigliceridi (oli e grassi).cite-ref-ullmann-1-0[1]
mwqaTrigliceride è il nome chimico dei mwqqtriesteri di acidi grassi e mwqgglicerolo. Il mwqwsego, grasso animale raffinato, è il trigliceride naturale di origine animale più comune. Il prodotto di saponificazione è chiamato "sodium tallowate" (nomenclatura mwraINCI). Gli oli vegetali più comunemente utilizzati sono quello d'oliva, di palma e di cocco. Ogni tipo di grasso vegetale permette di ottenere qualità ben diverse di sapone con caratteristiche diverse. I saponi prodotti dall'olio d'oliva sono più morbidi e delicati, quelli più conosciuti sono il mwrqsapone di Marsiglia e il sapone di Castiglia. Il termine "Castiglia" indica spesso saponi costituiti da una miscela di oli, ma con un'alta percentuale di olio d'oliva. Tra i saponi a base di grasso animale, non più in produzione, molto conosciuto tra il Cinquecento e l'Ottocento era il sapone di Napoli.cite-ref-2[2]
| | acido laurico | acido miristico | acido palmitico | acido stearico | acido oleico | acido linoleico | acido linolenico |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| grassi | C 12 saturo | C 14 saturo | C 16 saturo | C 18 saturo | C 18 monoinsaturo | C 18 diinsaturo | C 18 triinsaturo |
| Sego | 0 | 4 | 28 | 23 | 35 | 2 | 1 |
| Olio di cocco | 48 | 18 | 9 | 3 | 7 | 2 | 0 |
| Olio di palma | 46 | 16 | 8 | 3 | 12 | 2 | 0 |
| Olio di oliva | 0 | 0 | 11 | 2 | 78 | 10 | 0 |
| Olio di colza | 0 | 1 | 3 | 2 | 58 | 9 | 23 |
Qualità di un sapone
Il sapone non deve avere residui di soda caustica, non deve essere unto o di cattivo odore. Il sapone deve essere pastoso, ma non duro, schiumogeno, non friabile e una volta asciugato deve mantenere la sua forma.
Tipi di sapone
I sali sodici degli acidi carbossilici a lunga catena hanno mwrapH compreso tra 9,0 e 10,5 (mwrqalcalini) e non sono gli unici composti esistenti usati come detergenti. Esistono anche i cosiddetti impropriamente mwrgsaponi acidi anche detti mwrwsaponi non saponi o mwsasyndet (dall'inglese "synthetic detergent"), cioè mwsqdetergenti sintetici che si suddividono in anionici, anfoteri e non ionici. Sono consigliati per pelli ipersensibili ai saponi normali e sono costituiti da miscele di mwsgtensioattivi come il mwswlaurilsolfato di sodio o tensioattivi mwtaalchil-solfonici, mwtqesteri organici dell'mwtgacido solforico. Questi "saponi acidi" quando vengono chiamati commercialmente mwtwneutri(mwuaneutro in questo caso non si riferisce al pH, è solo un nome di mwuqmarketing più accattivante per i consumatori) hanno mwugpH 5,5, simile a quello della pelle, risultando pertanto più compatibili verso di essa per l'assenza di alcalinità libera.
La saponetta tradizionale è a base di sali sodici degli acidi carbossilici a lunga catena; i saponi liquidi in dispenser sono comparsi con la diffusione dei materiali plastici nel dopoguerra. Il sapone tradizionale è composto da mwvasego bovino (80%) e olio di mwvqcocco o di mwvgoliva (al 20%). Un sapone dovrebbe avere tra le prime posizioni dei suoi ingredienti gli acidi grassi saponificati di cocco, di palma e di oliva.
Nei frantoi di una volta e in alcune produzioni attuali era prodotto con la spremitura di olive che restava nelle macine del mwwafrantoio dopo la prima spremitura. Spesso si tratta di olio di seconda o terza sansa di pessima qualità, di cui la legge vieta la commercializzazione come olio da cucina. Nel dopoguerra le seconde e terze spremiture d'olio, meno pregiate e costose, erano ancora utilizzate anche a scopo alimentare.
Vari frantoi industriali utilizzano le sanse per produrre saponi e compensare la scarsa resa delle olive raccolte in termini di olio da cucina; talvolta si arriva a macinare le olive soltanto per fare saponi perché più profittevoli dell'olio in bottiglia. I saponi liquidi che hanno un mwwgpH di 5,5 rischiano di essere un ambiente adatto alla proliferazione di mwwwfunghi e mwxabatteri a causa del loro elevato contenuto d'acqua, pertanto questi saponi sono addizionati con composti disinfettanti e fungicidi.
Sapone tradizionale
Prima che le lavatrici meccaniche sostituissero gradualmente il lavaggio manuale del bucato, la produzione familiare di sapone in grosse pentole all'aperto era un'attività piuttosto comune nelle zone non urbane fino agli anni 70-80; ora è un'usanza praticamente scomparsa, salvo rare eccezioni.
La preparazione del sapone prevedeva l'uso di mwyagrassi vegetali o mwyqanimali o un loro miscuglio e ovviamente l'uso di mwygpotassa caustica o mwywsoda caustica. Tecniche ancora precedenti prevedevano l'estrazione della liscivia dalla cenere.
Per esempio in Calabria si usava come grasso vegetale l'olio di oliva e come grasso animale quello del maiale. Il sapone fatto con l'olio d'oliva, più delicato, poteva essere usato per il corpo ed in particolare per i capelli, poiché veniva considerato efficace contro la forfora. Durante la preparazione potevano eventualmente essere aggiunte delle foglie di sambuco come colorante.
Una ricetta tradizionale prevedeva l'uso di 5 litri di olio d'oliva, 10 litri di acqua e 1mwzg kg soda caustica da aumentare in proporzione per quantità maggiori. In genere si produceva una scorta per vari mesi o per tutto l'anno.
Storia
La scoperta del sapone
Esistono varie circostanze, ancorché improbabili, che possono aver portato casualmente alla scoperta del sapone, ma è anche possibile che sia avvenuta per via empirica. Probabilmente per prime si ottennero mw0gliscivie alcaline dalla cenere di legno, che poi vennero usate per la mw0wsaponificazione di sego, scarti animali, oli vegetali.
Le notizie storiche sono nebulose, sia per la difficoltà di distinguere il sapone vero e proprio da altre sostanze utilizzate per pulire, sia perché il sapone per la sua natura organica e idrosolubile non è rilevabile da ricerche di tipo archeologico, neppure attraverso i recipienti e l'equipaggiamento usati nella sua produzione che non differiscono da quelli destinati ad altri utilizzi.
È da tener presente che probabilmente nell'antichità il problema dell'igiene personale non fosse considerato prioritario, non tanto per la scarsità di acqua calda quanto per l'accentuata causticità della soda impiegata con eccessiva generosità e il lezzo derivante dall'uso di grasso animale, per lo più di mw1govini,cite-ref-3[3] infatti le prime tecniche di pulizia furono sviluppate per pulire tessuti e indumenti, generalmente con l'utilizzo di mw2wargille (mw3aterra da follone), cenere e mw3qpiante saponarie; da queste ultime si ricavano le mw3gsaponine che formano soluzioni saponose che solubilizzano lo sporco e ne facilitano l'eliminazione.
Fu solo dopo essere entrati in contatto col mondo mw4avicino-orientale mw4qislamico, nell'età delle mw4gCrociate, che ci s'impadronì delle tecniche di fabbricazione di un sapone assai meno aggressivo, con l'uso di grassi vegetali, aromi e sostanze lenitive quali il mw4wbalsamo. Non a caso il sapone entrò infatti in Europa grazie ai mercanti mw5aveneziani e mw5qgenovesi e, per procacciarselo, dame e gentiluomini cristiani erano disposti a pagare cifre anche molto alte.
Mesopotamia
Egitto
Dal mw7wpapiro di Ebers (ca. 1550 a.C.) si apprende che gli mw8aegiziani si lavavano regolarmente con un sapone preparato mescolando grasso animale e oli vegetali con un minerale raccolto nella mw8qvalle del Nilo e chiamato mw8gmw8wTrona che è un'importante sorgente di mw9asoda.
Documenti egiziani fanno menzione di una sostanza simile al sapone utilizzata per la preparazione della lana alla tessitura.
Bibbia
Versioni della Bibbia
Giobbe 9:30
• Anche se mi lavassi con la neve e mi pulissi le mani con il sapone (Nuova Riveduta)
• Anche se mi lavassi con la neve e pulissi con la soda le mie mani (C.E.I./Gerusalemme)
• Anche se mi lavassi con la neve e pulissi le mie mani con la soda (Nuova Diodati)
• Quand'anche mi lavassi con la neve e mi nettassi le mani col sapone (Luzzi / Riveduta)
• Quando io mi fossi lavato con acque di neve, e nettatomi le mani col sapone (Diodati)
• If I wash myself with snow water, and make my hands never so clean
Geremia 2:22
• Anche se ti lavassi con il nitro e usassi molto sapone, la tua iniquità lascerebbe una macchia … (Nuova Riveduta)
• Anche se ti lavassi con la soda e usassi molta potassa, davanti a me resterebbe la macchia … (C.E.I./Gerusalemme)
• Anche se ti lavassi con la soda e usassi molto sapone, la tua iniquità lascerebbe un'impronta indelebile... (Nuova Diodati)
• Quand'anche tu ti lavassi col nitro e usassi molto sapone, la tua iniquità lascerebbe una macchia … (Luzzi / Riveduta)
• Avvengaché tu ti lavi col nitro, e usi attorno a te assai erba di purgatori di panni; pure è la tua iniquità suggellata … (Diodati)
• For though thou wash thee with nitre, and take thee much soap, yet thine iniquity is marked ... (The Holy Bible. Authorised version 1611)
• Though you wash with soda and use soap lavishly... (Revised English Bible 1989)
Malachia 3:2
• … come la potassa dei lavatori di panni. (Nuova Riveduta)
• … la liscivia dei lavandai. (C.E.I./Gerusalemme)
• … come la soda dei lavandai. (Nuova Diodati)
• … come la potassa dei lavatori di panni. (Luzzi / Riveduta)
• … e come l'erba de' purgatori di panni. (Diodati)
• He is like a refiner's fire, like a fuller's soap.
I riferimenti mw-wbiblici a delle sostanze usate per la pulizia non indicano nulla di simile al nostro sapone che sembra fosse sconosciuto all'epoca.
In mw-qmw-gGiobbe 9:30 (circa mw-wV secolo a.C.) con la parola mwaqamwaqesapone è stato tradotto il generico termine ebraico mwaqiborith, che indica la mwaqmliscivia oppure un alcale come la mwaqqmwaqumwaqypotassa, ottenuto dalle ceneri di particolari vegetali (per esempio la mwaqcSalsola kali che abbonda sulle spiagge del mwaqgMar Morto e del mwaqkMediterraneo).
Analogamente per l'ebraico mwaqsborith mekabbeshim "alcali di coloro che pestano i panni", in mwaqwmwaq0Geremia 2:22 (circa VII secolo a.C.) e mwaq4mwaq8Malachia 3:2 (circa mwaraV secolo a.C.), che indica qualche tipo di "terra da follone", un materiale che si usava nella "follatura", un procedimento che serviva a rendere morbidi i tessuti.
Si tratta quindi di interpretazioni dei traduttori che nel loro lavoro si sono preoccupati di rendere comprensibile il testo per i lettori loro contemporanei.
Antica Roma
I mwarwRomani, e anche i Greci, per cui il bagno alle terme era un'importante attività sociale oltre che una pratica igienica, non usavano il sapone come detergente, ma la porosa mwar0pomice o la creta finissima oppure la soda o, ancora, polveri abrasive come argilla, polvere di equisetocite-ref-4[4], farina di fave e dopo il bagno massaggiavano il corpo con mwasiolio di oliva.
mwasqPlinio il Vecchio, scrittore latino del mwasuI secolo, usa per primo il termine latino mwasysapo, mutuandolo dal gallico mwascsaipo, nella sua opera mwasgNaturalis historia:
(latino)
«Prodest et sapo, galliarum hoc inventum rutilandis capillis. Fit ex sebo et cinere, optimus fagino et caprino, duobus modis, spissus ac liquidus, uterque apud germanos maiore in usu viris quam feminis.»
(italiano)
«Il sapone, anche, è molto utile a questo fine, un'invenzione dei
Galli
per dare una tinta rossastra ai capelli. Questa sostanza è preparata da sego e dalle ceneri, le migliori per lo scopo sono le ceneri di faggio e il grasso di capra: ce ne sono due generi, il sapone duro e quello liquido, entrambi molto usati dalla gente della Germania, gli uomini, in particolare, più delle donne.»
(Plinio il Vecchio, Naturalis historia, Libro 28, capitolo 47.)
Quindi non si tratta di sapone, ma di tintura rossa per capelli.
mwataZosimo di Panopoli cita il sapone e la saponificazione, e riporta una ricetta alchemica per realizzare il sapone. mwateOribasio cita il sapone.
Arabi
Gli mwatoarabi già nei primi anni dell'mwatsIslam creavano saponi molto fini utilizzando grassi vegetali come l'mwatwolio di oliva ed essenze aromatiche come l'olio di mwat0alloro, che sono ancora oggi gli ingredienti principali del mwat4Sapone di Aleppo.
Per la saponificazione utilizzarono per primi la mwauasoda caustica, metodo che è rimasto sostanzialmente invariato fino ai nostri giorni.
Europa medievale e moderna
Si conosce poco sull'uso del sapone negli anni che seguirono la caduta di Roma: esistono notizie su fabbricanti di sapone (in latino mwauwsaponarius) in mwau0Europa a partire dal mwau4primo millennio.
La produzione del sapone, forse anche grazie ai mwavaCrociati che importarono le tecniche arabe, si andò affermando soprattutto in Spagna, Italia e Francia, nelle aree dove erano disponibili le piante marine dalle cui ceneri si ottiene la soda e l'olio d'oliva: materie prime con le quali si fabbrica un sapone di qualità molto superiore a quello fatto con grasso animale e con soda caustica.
L'Italia fu forse la prima a produrre questo tipo di saponi, duri e adatti all'igiene personale, in particolare nelle città di Venezia, Genova e Savona. Una leggenda ligure,cite-ref-5[5] riportata anche da testi francesi, vuole che a Savona la moglie di un pescatore abbia ottenuto in modo fortuito per la prima volta il sapone, facendo bollire assieme olio di oliva e liscivia di soda.cite-ref-6[6]
Sapone di Castiglia
In mwavwSpagna, nel mwav0Regno di Castiglia, si bolliva olio di oliva con la mwav4barilla, una cenere alcalina ottenuta bruciando l'mwav8erba kali (mwawaSalsola kali), si aggiungeva poi della mwawesalamoia al liquido bollente per far venire a galla il sapone separandolo dalle impurità e dalla mwawiliscivia.
Si produceva così un sapone bianco di alta qualità chiamato Sapone di Castiglia (Jabón de Castilla); per i farmacisti mwawuSapo hispaniensis o mwawySapo castilliensis. Per gli anglosassoni mwawcCastile Soap è divenuto sinonimo di sapone di olio di oliva, duro e bianco.
Sapone di Marsiglia
Sapone di Napoli
A mwaw0Napoli, almeno dal Quattrocento, si produceva un sapone molto profumato, ricercato dalle dame per l'igiene propria e dei cavalieri. L'ingrediente principale era il midollo di cervo, secondo la descrizione fornita nel XV secolo dall’mwaw4Arciprete di Talavera nel Corbaccio.cite-ref-7[7]
Il Sapone di Napoli è citato anche da mwaxqCervantes nel capitolo XXXII del mwaxuDon Chisciotte della Mancia, utilizzato per compiere uno dei tanti scherzi descritti nel romanzo.cite-ref-8[8]
Ancora a inizio Novecento, quando l'industria produceva sapone di origine vegetale, sulla rivista argentina "Caras y Caretas" dell'ottobre 1901, nelle ricette di profumeria, era esaltato il Sapone di Napoli, "un tipo di sapone ampiamente utilizzato", ormai scomparso ma che qualcuno continuava a produrre artigianalmente con una formula surrogata.cite-ref-9[9]
Gran Bretagna
I primi saponai inglesi di cui si ha notizia comparvero a mwayeBristol nel mwayiXII secolo, ed erano ancora importanti all'epoca di mwaymElisabetta I (mwayq1533-mwayu1603).
Producevano il “Bristol soap” nero e soffice e il più duro “Bristol grey soap”.
All'inizio utilizzavano grasso animale, più tardi l'importazione di mwaygoli vegetali come quello di mwaykpalma, mwayonoce di cocco, mwaysoliva, semi di mwaywlino e semi di mway0cotone, favorì la produzione di saponi che potevano meglio competere con il “Castile soap” d'importazione.
Nel mway81633 il re mwazaCarlo I concesse ai saponai di mwazeLondra un mwazimonopolio quasi completo, dietro pagamento di una mwazmtassa; questa decisione causò malcontento, enorme danno ai saponifici di Bristol e un forte rialzo dei mwazqprezzi, ciononostante la tassazione rimase in varie forme fino al mwazu1852 quando, in un crescendo di preoccupazione mwazyvittoriana per l'mwazcigiene, fu abolita da mwazgGladstone nonostante la considerevole perdita per l'erario.
Dal XIX secolo ai giorni nostri
Nel mwazs1789 mwazwNicolas Leblanc (mwaz01742 – mwaz41803) scoprì come ottenere dal sale comune della soda di buona qualità, che da quel momento fu disponibile a basso prezzo e in grande quantità. Il procedimento Leblanc rimarrà in uso fino al mwaz81870, quando verrà soppiantato dal mwaaametodo Solvay adottato ancora oggi.
Nel mwaai1823 il chimico francese mwaamMichel Eugène Chevreul pubblica mwaaqRecherches chimiques sur les corps gras d'origine animale in cui spiega la reazione di mwaaysaponificazione.
Queste conoscenze aprono la strada alla produzione di sapone su più ampia scala e a basso prezzo, di conseguenza attorno alla metà dell'Ottocento si ha un diffuso miglioramento dell'igiene personale e l'abitudine di fare un bagno diviene comune.
Nel 1879 la prima saponetta galleggiante mwaa0Ivory della mwaa4P&G.
Nel 1948 prima saponetta deodorante all'mwabaesaclorofene.cite-ref-10[10]
Già all'inizio del mwabyXX secolo compaiono i primi mwabcdetergenti sintetici che avrebbero soppiantato il sapone.
Fu poi la penuria di grassi durante la mwaceprima guerra mondiale e di grassi e olio durante la mwaciseconda guerra mondiale a spingere i ricercatori a cercare alternative. Il primo brevetto per un tensioattivo interamente di sintesi fu depositato in Germania nel mwacm1917cite-ref-edr-11-0[11]. Il primo prodotto per bucato totalmente mwacgsintetico apparve nel mwack1946 negli mwacoStati Uniti.
A partire da qui sono stati sviluppati tutti i prodotti che conosciamo oggi, differenziati e specifici per ogni uso (alcuni addizionati di agenti antimicrobici come il mwacwtriclocarban), in continua evoluzione per ovviare ai problemi di inquinamento o tossicità che continuano a emergere con il passare del tempo.
Note
cite-note-22. ↑ mwad4mwad8mwaeaL’antichissimo sapone di Napoli, su mwaeeangeloforgione.com. mwaeiURL consultato il 23 aprile 2016.
cite-note-33. ↑ Nell'mwaeyAlto Medioevo non si andava, di norma, oltre i due lavacri completi annui che s'accompagnassero all'uso di sapone: a mwaecNatale e a mwaegPasqua, come descritto da mwaekFernand Braudel nel primo volume del suo mwaeoIl capitalismo.
cite-note-44. ↑ mwae4mwae8mwafaIl sapone degli antichi romani, su mwafefigliadellerborista.it.
cite-note-55. ↑ mwafuJulien Joseph Virey, Giovanni Battista Sembenini, mwafyTrattato compiuto di Farmacia teorica e pratica. Quarta ed., 1836.
cite-note-66. ↑ mwafomwafsmwafwCanale ViaggiArt - ANSA.it - Homepage, su mwaf0ANSA.it. mwaf4URL consultato il 25 settembre 2016.
cite-note-77. ↑ […] E questi non sono peggio dei diavoli, che ne fanno il sapone con reni di cervo? Distillano l'acqua dalla canapa grezza e la cenere dai tralci di vite, e i reni, tolti dal fuoco, vi vengono gettati quando il sole è fortissimo, scuotendolo nove volte al giorno per un'ora, finché si raffredda e diventa sapone napoletano.[…]
cite-note-88. ↑ […] Infine, don Chisciotte si calmò, finì il pranzo e, come fu sparecchiato, vennero quattro damigelle, l’una con un bacile d’argento, l’altra con un’anfora, pure d’argento, la terza con due bianchissimi e finissimi asciugamani sulla spalla, l’ultima, che con le braccia nude fino al gomito, teneva per le bianche mani (e davvero che erano bianche), una rotonda palla di sapone di Napoli.
cite-note-99. ↑ mwaggmwagkbooks.google.it, mwagohttps://books.google.it/books?id=H247AQAAIAAJ&pg=PP640&dq=jabon+de+napoles&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjI4_CRiqn-AhXUg_0HHelBCZwQ6AF6BAgEEAE#v=onepagemwags Titolo mancante per url mwagwurl (aiuto).
cite-note-1010. ↑ mwahiDario Bressanini, mwahmLa scienza delle pulizie. La chimica del detersivo e della candeggina, e le bufale sul bicarbonato, pag. 74, Gribaudo, 2022, ISBN 88-58-04303-0
cite-note-edr-1111. ↑ mwahgNicoletta Nicolini,mwahk mwahoSaponi e detergenti
Bibliografia
• mwah8Angelo Forgione, Una città acqua e sapone, in Napoli svelata, Milano, Magenes, 2022.
• mwaieDario Bressanini, mwaiiLa scienza delle pulizie. La chimica del detersivo e della candeggina, e le bufale sul bicarbonato, Gribaudo, 2022, ISBN 88-58-04303-0.
Voci correlate
• mwaicBolle di sapone
• mwaikDetersivo
• mwaisPasta lavamani
• mwai0Saponaro
• mwai8Sapone di Aleppo
• mwajeSapone di Marsiglia
• mwajmLavaggio delle mani
• mwajuCandeggina
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-dei-ragazziNicoletta Nicolini, saponi e detersivi, in Enciclopedia dei ragazzi, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.
• mwajwPortale per la produzione casalinga del sapone, su ilmiosapone.it.
• mwaj4Glossario del saponaio moderno, su ccnphawaii.com.